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Podcast “Innovazione e Sostenibilità” – Speciale Nauticsud 2026 con Dino Salvemini

16-02-2026 | Podcast


In occasione del Nauticsud 2026, presso la Mostra d’Oltremare, una nuova puntata del podcast Innovazione e Sostenibilità ha affrontato un tema che va oltre l’ambiente: la sostenibilità come driver che nei prossimi vent’anni cambierà anche il mercato dell’occupazione e del lavoro.

Ospite della puntata Dino Salvemini, classe 1950, con un percorso che attraversa oltre cinquant’anni di evoluzione del settore marino: ufficiale di macchine dal 1970, dealer development manager per General Motor, vicepresidente di Master Generators e oggi consulente commerciale per il comparto marino di Coelmo Generatori.

Dal 1970 all'architettura di propulsione elettrica con generatore diesel: quando cambia la tecnica, cambia il lavoro

Il racconto parte dagli anni Settanta, quando le navi erano a turbina o a motore tradizionale, con il passaggio al diesel elettrico si è aperta una nuova fase tecnica che ha trasformato radicalmente le competenze richieste a bordo.

Secondo Salvemini, non esiste più il tecnico “cacciavite”, quello che stringe bulloni e interviene solo meccanicamente. Oggi il tecnico opera in un mondo digitale fatto di elettronica, parametri e sistemi di controllo, le avarie non sono quasi più risolvibili solo dagli uomini di bordo come una volta: la digitalizzazione consente di condurre motori, generatori e apparati meccanici attraverso dati e strumenti avanzati.

Non si parla più di futuro, ma di presente già consolidato.

Il commerciale: non cambiato, ma stravolto

Se la figura tecnica si è evoluta, quella del commerciale nelle parole di Salvemini non è semplicemente cambiata, ma si è stravolta.

Una volta il commerciale andava dal cliente, si sedeva, prendeva un caffè e parlava di prodotto, di tecnica e infine di prezzo, che arrivava solo alla fine dell’incontro, oggi il commerciale arriva con computer o smartphone, presenta l’azienda, se stesso, il brand, l’organizzazione e solo dopo entra nel dettaglio del prodotto e dei suoi vantaggi.

Non si vende più soltanto un motore o un generatore: si vende l’azienda nel suo insieme. Si vende struttura, competenza, affidabilità, competitività.

Il sistema di vendita è cambiato e richiede una preparazione più ampia, capace di integrare prodotto e visione aziendale.

Commerciale si nasce o si diventa?

Nel confronto emerge anche una riflessione sulle nuove generazioni.

Il lavoro del commerciale, un tempo ambito per la possibilità di viaggiare e costruire relazioni, oggi viene talvolta percepito come penalizzante rispetto a ruoli più stabili e d’ufficio.

Salvemini pone una domanda chiave: commerciale si nasce o si diventa?

Per lui il vero commerciale è colui che prende la valigia, va dal cliente, stabilisce un rapporto di fiducia e rappresenta l’intera azienda, è una figura che vive di relazioni, risultati e resilienza.

Durante una settimana può incontrare clienti difficili, vivere giornate meno positive, ma deve ricaricarsi e ripartire. Il lunedì porta i risultati della settimana precedente e si organizza per quella successiva, il cliente identifica l’azienda con il commerciale. Se il commerciale comunica bene, l’azienda è percepita positivamente. Se comunica male, ne risente l’intera organizzazione.

Intelligenza artificiale e vendita: il rapporto non si spersonalizza

Nel dialogo si affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali applicati alle vendite.

Già in passato, con l’introduzione dei computer, si parlava di possibile scomparsa degli agenti e dei commerciali, oggi nonostante l’evoluzione tecnologica, il buon commerciale non solo non è scomparso, ma continua a fare la differenza ed è ricercato, la tecnologia supporta il lavoro, ma non sostituisce il rapporto di fiducia.

Driven by Vision, Powered by People

La puntata si collega a una visione chiara: le persone sono il motore dello sviluppo. L’innovazione va gestita e valorizzata attraverso il capitale umano, che deve acquisire nuove competenze per utilizzare al meglio gli strumenti digitali.

La sostenibilità dei prossimi vent’anni non riguarderà solo le emissioni o le tecnologie, ma anche la capacità delle aziende di formare e valorizzare le proprie persone, il confronto si chiude con una frase che sintetizza l’intera riflessione:

Una grande azienda è fatta da grandi uomini.

Un messaggio che, in un contesto di trasformazione tecnologica e digitale, ribadisce un principio fondamentale: il capitale umano non sarà mai sottovalutato, è e resterà il vero elemento distintivo.