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Futuro in Movimento dal Salone Nautico di Venezia con l'ing. Michele Bolpagni di Aqua SuperPower

23-06-2025 | Podcast

 

Venezia, giugno 2025 — Prosegue il viaggio di "Futuro in Movimento", il podcast condotto dall'ing. Massimo Labruna, che racconta l'innovazione, la sostenibilità e la transizione energetica attraverso la voce dei protagonisti. In questa nuova puntata ci troviamo al Salone Nautico di Venezia 2025, in compagnia dell'ing. Michele Bolpagni, Country Manager di Aqua SuperPower.

Ricarica elettrica per la nautica: una rete globale in espansione
Aqua SuperPower si conferma uno degli attori principali nel panorama delle infrastrutture per la ricarica elettrica nella nautica. Con oltre 130 punti attivi tra Europa e Stati Uniti, l'azienda si distingue per l'adozione degli stessi standard delle auto elettriche (Tipo 2 e CCS Combo 2), garantendo compatibilità, efficienza e accessibilità. "Negli ultimi 4-5 anni il panorama è cambiato molto", racconta Bolpagni. "Quando abbiamo iniziato, le barche elettriche compatibili erano pochissime. Oggi vediamo gommoni, taxi, barche da lavoro, entrofuoribordo: la gamma è sempre più ampia, anche se siamo ancora in una nicchia."

Infrastrutture e burocrazia: ostacoli alla crescita
Uno dei principali limiti alla diffusione della nautica elettrica, emerso in tutte le puntate del podcast, resta la mancanza di infrastrutture. Bolpagni sottolinea che il vero scoglio è spesso autorizzativo: "Per installare una colonnina servono concessioni o subconcessioni, che dipendono da enti locali, marina, comuni. In Italia, la lentezza burocratica è uno degli ostacoli principali." A Venezia, Aqua SuperPower ha presentato un progetto per una rete di ricarica diffusa in laguna. L'investimento privato è pronto, ma senza le giuste autorizzazioni e un piano di incentivi, la crescita resta limitata. "Servono misure concrete non solo per chi compra barche elettriche, ma anche per chi investe nelle infrastrutture."

Un modello di business flessibile per favorire la diffusione
Il modello di Aqua SuperPower è adattabile: l'azienda può installare le colonnine a proprie spese in cambio di contratti a lungo termine (15-20 anni), oppure vendere direttamente l'infrastruttura ai porti o agli operatori. Sui laghi, grazie a concessioni più snelle, il modello sta funzionando bene. "Lavoriamo per soddisfare ogni tipo di esigenza: possiamo essere fornitori di servizio o vendere le colonnine. L'obiettivo è costruire reti che abbiano senso: una sola colonnina isolata non basta. Serve un piccolo network, altrimenti la nautica elettrica non decolla."

La sfida della rete elettrica
Un altro ostacolo è rappresentato dalla rete elettrica. "In alcune zone storiche come Venezia o le Cinque Terre, manca l'infrastruttura di base: montanti, cablaggi, capacità elettrica complessiva. Non è solo un problema delle colonnine, è una questione più ampia che coinvolge tutta la rete."

Conclusione
Il messaggio finale è chiaro: la transizione ecologica in ambito nautico non può prescindere da una strategia che metta insieme pubblico e privato, semplificazione normativa e investimenti mirati. Aqua SuperPower è pronta a fare la sua parte. Come sottolinea l'ing. Labruna in chiusura: "Servono più colonnine nei porti, anche nella nostra Puglia, per rendere davvero possibile un turismo nautico a emissioni zero." Segui tutte le puntate del podcast "Futuro in Movimento" sui canali ufficiali di AS Labruna.