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Futuro in Movimento: con Federico Simonazzi alla scoperta della ricerca che sta cambiando la nautica
10-07-2026 | Podcast
La Monaco Energy Boat Challenge non è soltanto una competizione tra imbarcazioni sostenibili, è un laboratorio internazionale dove università, aziende e giovani ingegneri sperimentano le tecnologie che caratterizzeranno la nautica dei prossimi anni.
In occasione della tredicesima edizione della manifestazione organizzata dallo Yacht Club de Monaco, una nuova puntata di Futuro in Movimento, il podcast di AS Labruna condotto dall’ing. Massimo Labruna, ha ospitato Federico Simonazzi, Dottore in Ingegneria presso il Politecnico di Milano e membro del team Physis PEB, una delle realtà universitarie italiane più competitive nel panorama internazionale.
L’Italia protagonista della Monaco Energy Boat Challenge
Il team del Politecnico di Milano è arrivato a Monaco con un obiettivo preciso: confermare il proprio livello tecnico in una competizione che ogni anno vede confrontarsi le migliori università del mondo, nell’edizione 2026 il risultato è stato immediato ed il team ha conquistato il secondo posto nella prova di velocità, raggiungendo 25,3 nodi, alle spalle soltanto della squadra croata.
Un risultato che conferma ancora una volta la competitività della scuola ingegneristica italiana, come sottolinea Simonazzi durante il podcast, il Politecnico di Milano non è l’unico protagonista: Bologna, Genova, Torino e Messina rappresentano un sistema universitario che da anni domina questa competizione, dimostrando come l’Italia sia oggi uno dei principali punti di riferimento mondiali nello sviluppo della mobilità marittima sostenibile.
Quando l’università diventa un laboratorio di innovazione
Uno dei temi centrali dell’intervista riguarda il valore formativo dei team universitari, contrariamente all’idea che spesso accompagna il percorso accademico, questi progetti permettono agli studenti di trasformare la teoria in applicazioni concrete.
Nel team ogni nuovo studente viene selezionato attraverso un percorso dedicato e affiancato dai membri più esperti, creando un passaggio continuo di competenze che, anno dopo anno, consente di sviluppare prototipi sempre più evoluti , il risultato non è soltanto una barca più performante, ma soprattutto la crescita professionale di decine di giovani ingegneri che imparano a progettare, costruire, testare e validare tecnologie destinate a trovare applicazione anche nel mondo industriale.
Dalle barche ai razzi: la ricerca non si ferma alla nautica
Durante il confronto emerge un aspetto particolarmente interessante, le competenze sviluppate all’interno del Politecnico non riguardano esclusivamente il settore navale. Automotive, motocicli, aerospazio, satelliti e sistemi di propulsione condividono molte delle stesse tecnologie, creando un ambiente multidisciplinare nel quale studenti e aziende collaborano costantemente allo sviluppo di nuove soluzioni.
Nel campo della propulsione elettrica questa sinergia permette ai team di lavorare con componenti di ultimissima generazione, spesso ancora in fase di sviluppo, trasformando i prototipi universitari in veri e propri banchi prova per l’industria.
L’idrogeno: una sfida ancora aperta
Tra gli argomenti affrontati non poteva mancare il tema dell’idrogeno, il team del Politecnico è stato tra i primi a portare una barca alimentata da fuel cell a idrogeno alla Monaco Energy Boat Challenge, un progetto che ha richiesto anni di sviluppo e importanti investimenti in ricerca, Simonazzi spiega però con grande realismo come questa tecnologia presenti ancora sfide significative. L’idrogeno richiede sistemi estremamente complessi, costosi e caratterizzati da elevati standard di sicurezza. Per questo motivo il team ha scelto di tornare temporaneamente a una configurazione completamente elettrica, concentrandosi sull’ottimizzazione dell’intera piattaforma, l’obiettivo è quello di sviluppare un nuovo sistema a idrogeno partendo da un progetto completamente ripensato, così da poter tornare nei prossimi anni con una soluzione ancora più competitiva.
Nel frattempo, proprio dall’esperienza maturata all’interno del team è nato Synergy, uno spin-off dedicato allo sviluppo di sistemi fuel cell per applicazioni marine.
Le tecnologie che stanno cambiando la competizione
La Monaco Energy Boat Challenge rappresenta ogni anno uno straordinario osservatorio tecnologico, se nelle prime edizioni ogni squadra sperimentava soluzioni molto diverse tra loro, oggi il settore sta iniziando a convergere verso le tecnologie più efficaci.
Secondo Simonazzi, i pannelli solari sono ormai diventati una presenza costante, soprattutto nella prova di endurance, dove le imbarcazioni devono completare quattro ore di navigazione con un limite massimo di 10 kWh di energia imbarcata, la possibilità di ricaricare continuamente il pacco batterie durante la gara rappresenta oggi uno dei principali vantaggi competitivi.
Al contrario, altre soluzioni sperimentali, come i sistemi eolici, hanno progressivamente perso interesse a causa del rendimento insufficiente.
Un messaggio ai giovani ingegneri
In chiusura dell’intervista, Federico Simonazzi rivolge un invito ai ragazzi che desiderano intraprendere un percorso nell’ingegneria e nella nautica sostenibile, entrare a far parte di un team universitario significa vivere un’esperienza che completa la formazione accademica con attività concrete: progettazione strutturale, lavorazione dei materiali compositi, sviluppo di batterie, motori elettrici, sistemi elettronici e collaudi sperimentali.
Un percorso che permette di acquisire competenze difficilmente ottenibili esclusivamente in aula e che apre importanti opportunità professionali in settori sempre più orientati verso l’innovazione.
La sostenibilità passa dalla formazione
L’incontro tra Massimo Labruna e Federico Simonazzi racconta una realtà fondamentale per il futuro della nautica le tecnologie sostenibili non nascono soltanto nei grandi centri di ricerca industriale, ma anche nelle università, dove studenti, docenti e aziende collaborano ogni giorno per trasformare idee innovative in soluzioni concrete.
La Monaco Energy Boat Challenge continua così a rappresentare non solo una competizione internazionale, ma un luogo in cui si formano gli ingegneri che contribuiranno a scrivere il futuro della mobilità marittima, ed è proprio questo il messaggio che Futuro in Movimento vuole raccontare: l’innovazione non è soltanto una questione di tecnologia, ma soprattutto di persone, competenze e formazione.
